Furono costretti a salire, uno a uno, sui camion militari. Portati in una zona impervia e solitaria perché la popolazione doveva sapere – e temere – ma era meglio che non vedesse con i propri occhi tutto quel sangue e quelle urla, chissà come poteva reagire. Duecentonovantasette monaci e centoventinove diaconi, uccisi a colpi di mitragliatrice e di fucile. Leggi su Avvenire.it