Vera ragione di vita nell’orrore
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Anna Foa«Ci incontrammo nel campo di concentramento femminile di Ravensbrück. Milena era venuta a conoscenza delle mie tribolazioni da una donna tedesca che era arrivata al campo viaggiando nel suo stesso convoglio. (...) Mi venne incontro durante la passeggiata delle “nuove arrivate”, lungo la stretta via tra il retro delle baracche e l’alto muro del campo sormontato da un filo spinato ad alta tensione, il muro che ci divideva dalla libertà. Per presentarsi disse: “Milena di Praga”». Cominciava così, in un campo di concentramento, l’amicizia tra due donne eccezionali, Margarete Buber-Neumann e Milena Jesenska, un’amicizia destinata a durare, nel campo, fino alla morte di Milena, nel 1944. Margarete Buber-Neumann (Grete) sarebbe invece sopravvissuta e per ricordarla avrebbe scritto una biografia dell’amica, uscita nel 1977. Perché Milena Jesenska era colei a cui Kafka aveva dedicato le lettere a Milena. E Milena aveva, in morte di Kafka, scritto un ricordo bellissimo di lui.