PELLEGRINI NEL MONDO VERSO LA BELLEZZA INFINITA
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di Pietro De Marco - 1. In pagine essenziali dedicate alla croce e alla nuova estetica della fede l'allora cardinale Joseph Ratzinger ("Ferito dal dardo della bellezza", in "Il cammino verso Gesù Cristo", 2003) rifletteva sul contrasto tra il salmo 44 ("Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo...") e Isaia 53, 2 ("Non ha bellezza né apparenza..."), nel percorso della liturgia delle ore della settimana santa.
La manifestazione del Figlio è nella bellezza o nella iniquità? La bruttezza del volto irriconoscibile conduce alla Verità? La realtà non è forse iniqua ?
Rispondeva Ratzinger che la Rivelazione è proprio nella dialettica dei due volti.
Infatti, senza la bellezza, l'irriconoscibile uomo dei dolori non è trasceso nel Risorto. La sola iniquità della Croce, come la sola bruttezza del mondo, sarebbero dunque menzogna. Ma proseguiva: "E' un trucco astuto della menzogna quello di presentarsi come l'unica verità, quasi che fuori e al di là di essa non ne esista alcun'altra. Soltanto l'icona del Crocifisso, in sé aperta alla resurrezione, è capace di liberarci da quest'inganno, oggi così prepotente".