Saranno stati tanti i pensieri del piccolo Giuseppe Sarto, quando percorreva a piedi, spesso scalzo, la strada che separava la sua casa a Riese, in Veneto, dalla scuola a Castelfranco ma mai avrebbe immaginato che un giorno avrebbe varcato il soglio di Pietro. Fu il primo Papa della storia contemporanea a provenire dal ceto contadino e la sua formazione fu esclusivamente pastorale: non ebbe alcun impegno presso la Curia né nell’attività diplomatica della Santa Sede. Nato nel 1835, era il secondo di 10 figli. Alla morte del padre, avrebbe potuto prendere il suo posto di lavoro al Municipio - aveva 17 anni - ma la madre lo aiutò a seguire la sua vocazione, lavorando lei, notte giorno, per sbarcare il lunario. Un amore e una fermezza che non deve aver dimenticato Giuseppe Sarto. Amava studiare, godeva di ottima salute, era bonario e insieme tenace, e la sua vita ricca di opere di carità. Fu cappellano, parroco, direttore spirituale del Seminario, poi vescovo di Mantova, Patriarca di Venezia e infine eletto Papa. Il suo primo atto fu di abolire il “veto laicale”, una specie di diritto accampato da alcune monarchie europee, con la Costituzione Commissum nobis. (Vaticannews.va)
Giuseppe Sarto nacque a Riese, nella diocesi di Treviso, il 2 giugno 1835. Dopo l’ordinazione sacerdotale fu inviato come cappellano nella parrocchia di Tombolo, dove rimase per nove anni; per altri otto svolse il ministero di parroco a Salzano, e successivamente fu nominato canonico e cancelliere della curia vescovile. Nel 1884 venne eletto vescovo della nostra diocesi. Con la sua intensa azione pastorale anticipò, a Mantova, alcune delle linee che avrebbe adottato in seguito come pastore della Chiesa universale: promosse la vita del seminario, la pratica dei sacramenti, il canto liturgico e l’insegnamento del catechismo. Nel 1888 convocò il Sinodo diocesano. Il 5 giugno 1892 fu chiamato alla sede patriarcale di Venezia e il 3 agosto 1903 fu eletto alla cattedra di Pietro, assumendo il nome di Pio X.
E’ il pontefice che nel Motu proprio “Tra le sollecitudini” (1903) affermò che la partecipazione ai santi misteri è la fonte prima e indispensabile della vita cristiana. Difese con forza l’integrità della fede cattolica, propose e incoraggiò la comunione eucaristica anche dei fanciulli, avviò la riforma della legislazione ecclesiastica, si occupò positivamente della questione romana e dell’Azione Cattolica, curò la formazione dei sacerdoti, fece elaborare un nuovo catechismo, favorì il movimento biblico, promosse la riforma liturgica e il canto sacro. Morì il 21 agosto 1914. Pio XII lo beatificò nel 1951 e lo canonizzò nel 1954.
Il suo corpo è venerato nella basilica Vaticana. (Santiebeati.it)
vd anche
San Pio X e la "Pascendi", una chiave per la sfida dell'IA
San Pio X e la riforma della musica sacra