P. Pietro Messa, ofmQuarant'anni fa, il 27 ottobre 1986, Giovanni Paolo II volle celebrare ad Assisi una giornata ecumenica e interreligiosa di pellegrinaggio, preghiera e digiuno per la pace. Rimarcò più volte che non si voleva fare un convegno, elaborare strategie e nemmeno fare politica.
Ma proprio l'affermazione del Papa che la pace non può trascendere dalla dimensione religiosa è stato un gesto fortemente politico: infatti nel mondo ancora diviso dal muro di Berlino l'Unione sovietica affermava che il terreno d'incontro e intesa con la Chiesa cattolica poteva essere la pace, naturalmente prescindendo da ogni aspetto spirituale.
A distanza di quarant'anni in modo sommario avviene che da una parte i guerrafondai vogliono arruolare le religioni e diversi gruppi pacifisti hanno una visione antropologica e sociale escludente la dimensione trascendente.
Per questo rileggere con il senno del poi il discorso di Giovanni Paolo II al termine della storica giornata che diede inizio al cosiddetto "spirito d'Assisi" risulta molto importante.