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confusione eticaSul quotidiano dei vescovi trovano spazio tanti modelli familiari e non solo quello «formato da due genitori eterosessuali con uno o più figli», derubricato a «immaginario» da Luciano Moia. È la nuova teologia che eleva le situazioni a norma di se stesse.

Non si può chiedere alla pastorale della famiglia di dirci cosa sia la famiglia perché in questo caso la pastorale sarebbe guida a se stessa in un processo nel quale il giudicato giudica se stesso. Non saranno mai le “nuove famiglie” a dirci cosa sia la famiglia. Cosa sia la famiglia lo si deve chiedere alla ragione e alla rivelazione, in modo da avere un criterio capace di illuminare poi le situazioni pastorali senza dipendere dottrinalmente da esse. La pastorale deve tenere conto delle “situazioni”, ma non può attribuire alle situazioni date il potere di produrre le norme perché l’effettualità non può mai essere normativa.

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