«Non ho mai chiesto un processo pubblico né che la Santa Sede cambi il suo ordinamento, ma solo che ci siano le informazioni minime che garantiscano il diritto alla difesa e il diritto al contraddittorio. Senza di queste non ci può essere giustizia». Così l’avvocato Laura Sgrò, che rappresenta cinque delle donne che accusano di abusi fisici, psicologici e spirituali padre Marko Ivan Rupnik, afferma alla Bussola dopo la fuga di notizie e le diverse reazioni dei giorni scorsi.Continua su La Nuova Bussola quotidiana
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