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Quando la sala stampa del Vaticano ha annunciato la notizia che il Papa avrebbe utilizzato "You Tube" per far conoscere direttamente le principali attività del suo pontificato e soprattutto a sponsorizzare l'uso del mondo della comunicazione digitale, il cyberspace, il mio pensiero è andato subito al mio amico padre Salvatore Sinitò che oltre a pubblicare il giornale parrocchiale La Voce di Furci, da qualche anno utilizza internet con un ricco sito www.santamariadelrosario.org, per entrare dentro le case dei suoi parrocchiani e non.

La Chiesa, la parrocchia deve avere cura di utilizzare tutti gli strumenti che la tecnologia offre, la nuova evangelizzazione deve viaggiare anche con internet. Quando certa storiografia scolastica sostiene che la Chiesa Cattolica è arretrata, che lotta sempre contro le novità, il progresso, la tecnica, è tutto falso. E' capitato che qualche rappresentante della Chiesa abbia avuto poca fiducia nella tecnologia o nel progresso.
 Bisogna sfatare la leggenda che la Chiesa è stata sempre contro la scienza, come hanno ribadito ancora l'anno scorso alcuni professori e gli studenti alla Sapienza di Roma. Del resto i maggiori scienziati della Storia, in particolare quelli nel periodo del 600 erano tutti credenti, cristiani, come sostiene Rodney Stark , il maggior sociologo delle religioni vivente, smentendo quella leggenda e sostenendo che il cristianesimo ha generato la scienza moderna.
 "Stark costruisce una tabella sulla base di cinquantadue scienziati, le cui biografie appaiono in diverse enciclopedie della scienza e che sono stati attivi fra il 1543 e il 1680, l'epoca d'oro della scienza moderna nascente secondo gli storici specializzati: conta venticinque cattolici, venticinque protestanti e solo due liberi pensatori".
( Massimo Introvigne , "Sociologia degli dei"e falsificazioni della storia: una recensione di "For the Glory of God"di Rodney Stark, in Cristianità , maggio-giugno 2003).
 Benedetto XVI ha colto l'enorme potenziale dei nuovi media, in particolare del cyberspace soprattutto per il mondo giovanile, nel messaggio per la 43esima giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 24 gennaio scorso, il papa invita ad accostarsi ai nuovi mezzi di comunicazione senza che questi possano "togliere spazio alle amicizie vere", senza tagliar fuori dalla rete "i più poveri e gli emarginati"o diventare "veicoli di pornografia e violenza". La Chiesa non demonizza le nuove tecnologie, ma anzi li loda, internet è un dono per l'umanità, ma che sia accessibile a tutti. Sarebbe "un grave danno per il futuro dell'umanità" qualora "i nuovi strumenti della comunicazione, che permettono di condividere sapere e informazioni in maniera più rapida e efficace, non fossero resi accessibili a coloro che sono già economicamente e socialmente emarginati o se contribuissero solo a incrementare il divario che separa i poveri dalle nuove reti che si stanno sviluppando al servizio dell'informazione e della socializzazione umana".
 Certo come in ogni tecnologia ci sono i rischi, come quello che lo sviluppo di amicizie on line banalizzi il concetto stesso di amicizia e tolga spazio a vere relazioni. Il desiderio di connessione virtuale non deve diventare un'ossessione. "Occorre essere attenti - si legge nel testo - a non banalizzare il concetto e l'esperienza dell'amicizia. Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare on line le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero". "Quando, infatti - afferma il Pontefice - il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale. Ciò finisce per disturbare anche i modelli di riposo, di silenzio e di riflessione necessari per un sano sviluppo umano".
 Benedetto XVI sottolinea a più ripresa il valore dell'amicizia come "bene umano" e mette in guardia sul rischio che questa sia svuotata del proprio valore, qualora "fosse considerato fine a se stesso". Gli amici devono, infatti, sostenersi e incoraggiarsi l'un l'altro nello sviluppare i loro doni e talenti e nel metterli al servizio della comunità umana: "In questo contesto - osserva Ratzinger - è gratificante vedere l'emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione".
 Infine il Papa si appella ai giovani: "A voi il compito di evangelizzazione" attraverso internet. Invitandoli a portare nel mondo digitale "la testimonianza della loro fede", così come hanno fatto "Nei primi tempi della Chiesa gli Apostoli e i loro discepoli hanno portato la buona novella di Gesù nel mondo greco romano: come allora l'evangelizzazione, per essere fruttuosa, richiese l'attenta comprensione della cultura e dei costumi di quei popoli pagani nell'intento di toccarne le menti e i cuori, così ora l'annuncio di Cristo nel mondo delle nuove tecnologie suppone una loro approfondita conoscenza per un conseguente adeguato utilizzo".

Rozzano MI, 2 febbraio 2009
Festa de La Candelora     
DOMENICO BONVEGNA
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