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Rassegna stampa etica
Riceviamo e pubblichiamo
 
Ci voleva il caso Englaro per farmi pensare, per la prima volta, che
Berlusconi sia il miglior presidente del Consiglio che abbiamo mai
avuto: non mi é mai piaciuto, non ho quasi mai condiviso una sua scelta
politica, non mi sono mai piaciute le sue barzellette, mi hanno dato
fastidio il segno delle corna nelle riunioni europe e il cappello dei
cuochi sulla sua testa...Non ho apprezzato le frasi su Mussolini che
inviava la gente al confino (e la cosa suonava quasi come un premio),
gli insulti agli avversari, considerati tutti comunisti, i soldi
regalati a Gheddafi....ma oggi no, é un altro giorno: con le sue
dichiarazioni da uomo della strada Berlusconi ha dato il meglio di sé:
solo lui, e non il Presidente della Repubblica, l'uomo che tutti
stimiamo e che si é comportato benissimo da quando é al Quirinale fino a
ieri, solo Silvio ha avuto il coraggio di dire quello che qualunque
persona di buon senso potrebbe dire: Eluana non sta morendo, é viva, e
farla morire é un omicidio, aggravato dalla crudeltà dela lenta morte di
fame e di sete (pensiamo alla morte del conte Ugolino, che ci ha sempre
indignato contro l'arcivescovo Ruggeri), e dal fatto che a
procurargliela siano i medici, che, in base al giuramente di Ippocrate,
dovrebbero solo aiutare la vita. Ancora più triste, anche se tutti
immaginiamo quello che avrà patito in questi anni, é che a volere tutto
questo sia il padre, un uomo che si batte, senza dar retta a opinioni
contrarie, non per trovare nuove cure, ma perché il cuore di Eluana, che
batte tenacemente da quando é in coma, così come faceva prima, smetta di
farla vivere. Il presidente Napolitano dice che non ci sono motivi di
necessità e urgenza per un decreto; certo, tra 48 ore non ce ne saranno
più e non ci sarà più bisogno di invocare leggi e decreti.
Quante persone che sono d'accordo con la sospensione dell'alimentazione
lo sarebbero ancora se poste di fronte a un proprio caro che si trova
nella stessa situazione, o addirittura se si trovassero personalmente
nutrite nell'unico modo purtroppo possibile?
Non parliamo poi dell'accanimento politico, per cui i politici giudicano
del caso solo in chiave partitica: conta solo la contrapposizione
Berlusconi-Napolitano, e il giudizio, ad esempio di Veltroni, prescinde
completamente da ogni considerazione sul fatto che al centro ci sia la
vita di una donna, che, sopravvive con il sondino naso-gastrico, e muore
senza, vittima del fastidio che ci procura. Quando mai c'é stata una
dichiarazione chiara e univoca di Eluana, che ci assicurasse di non
voler sopravvivere in caso fosse ridotta così? L'unica cosa sicura é che
il suo cuore batte regolarmente ancora da diciassette anni.
Bravo Silvio, questa volta sono con te e con tutti gli italiani che sono
per la vita, nella speranza che tutti capiscano che cosa é in gioco: la
certezza delle cure mediche per tutti noi quando ci troveremo, prima o
poi, nella stessa situazione. L'alternativa é tra l'essere curati, come
facevano amorevolmente le suore con Eluana fino all'altro ieri, e
l'essere eliminati, come facevano i nazisti con gli handicappati fisici
e mentali negli anni '30. Dalle 60.000 alle 100.000 persone sono state
eliminate nella Germania hitleriana, prima dello scoppio della seconda
guerra mondiale, perché davano fastidio. E sappiamo come il
bombardamento mediatico, allora tramite stampa e cinema, sia stato
capace di convincere milioni di tedeschi della necessità di ripulire la
Germania da milioni di ebrei, considerati spazzatura umana e nemici
dell'umanità. Oggi i media stanno convincendo gli italiani
dell'opportunità di far morire, con una morte dolce, si dice, chi soffre
in una situazione di coma giudicato irreversibile, senza che la scienza
ci abbia assicurato che non c'é nessuna speranza di uscita dal coma. Una
cosa mi ha colpito: il Corriere ha definito pro-Eluana l'iniziativa del
radicale Della Vedova di chiedere la fine del nutrimento per Eluana. La
prima cosa da fare, come sempre, sarebbe usare i termini giusti, come ha
fatto il cardinale Bagnasco, e definire omicidio questa decisione, altro
che iniziativa pro-Eluana! Vogliamo arrivare a una società in cui
chiunque dia fastidio ai parenti o al personale sanitario possa essere
lasciato morire senza cure, solo perché magari anni prima ha dichiarato
quello che moltissimi direbbero da giovani, di non voler sopravvivere in
condizioni così penose? Eppure, l'esperienza di molti medici insegna che
quasi mai i malati terminali, qualora siano amorevolmente assistiti,
chiedono di porre termine in anticipo alle loro sofferenze.
Franco Eustorgio Malaspina
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