Riceviamo da Renzo Puccetti (QUI e QUI), che ringraziamo, e pubblichiamo.
“In definitiva, il “sistema Chiodi” recepito dal Gruppo 9 non è una Speranza di cura per l’uomo ferito dal peccato, è una sedazione palliativa di un morbo ritenuto incurabile col quale convivere”.
QUI MiL sul documento pro sodomia del Gruppo 9 del Sinodo: “Documento sinodale, arcobaleniti: «La mia sessualità non è un disordine, ma un dono di Dio»”.
“In definitiva, il “sistema Chiodi” recepito dal Gruppo 9 non è una Speranza di cura per l’uomo ferito dal peccato, è una sedazione palliativa di un morbo ritenuto incurabile col quale convivere”.
QUI MiL sul documento pro sodomia del Gruppo 9 del Sinodo: “Documento sinodale, arcobaleniti: «La mia sessualità non è un disordine, ma un dono di Dio»”.
QUI: “Courage risponde al Vaticano e denuncia una rappresentazione falsa e ingiusta della sua opera“.
QUI ancora Renzo Puccetti.
QUI ancora Renzo Puccetti.
Il Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 9, significativamente ribattezzato dalla Segreteria del Sinodo come laboratorio per il discernimento di questioni “emergenti” (evitando il ben più onesto termine “controverse”), ha suscitato una selva di reazioni: dalle vette della gerarchia, con le dure critiche del Cardinale Müller, fino ai contributi della teologia e della bioetica meno incline ai compromessi mondani, il verdetto è quasi unanime. Si sta tentando di utilizzare la carità come paravento per un’operazione ideologica, capace di scardinare l’antropologia cristiana.
Se le testimonianze di coppie omosessuali “sposate” allegate al documento sono una zolletta zuccherosa di “angelicata desessualizzazione” (dove l’omosessualità viene presentata come un carisma amicale astratto, ignorando deliberatamente la realtà dell’atto omo-erotico e i dati oggettivi sulla stabilità e la natura di tali unioni), è però opportuno tirare fuori dall’armadio il faldone con il disegno teologico che ha progettato quel tipo di edificio.
L’ombra di Maurizio Chiodi
Non è difficile scorgere tra i sette membri della commissione l’impronta digitale dei numerosi scritti di don Maurizio Chiodi. Il teologo bergamasco è giunto al Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” solo dopo quel processo di smantellamento rivoluzionario che ha trasformato il bastione della teologia del corpo, della morale coniugale e della antropologia cattolica in un laboratorio di “nuovi paradigmi”. La sua nomina, avvenuta sotto il mandato del precedente vescovo di Roma, è stata il segnale dell’avvio di un’epoca in cui la “situazione” prevale sulla verità.
La genesi dell’errore: dal “Male Intrinseco” alla “Morale della Situazione” passando per la divinizzazione della coscienza
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