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Rassegna stampa etica
tratta«La grave questione della schiavitù moderna e del traffico di esseri umani» oggi «continua a essere una piaga in tutto il mondo» e costituisce un vero e proprio «crimine contro l’umanità». Lo scrive Papa Francesco nel messaggio inviato all’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, in occasione della conferenza sul tema, che si è tenuta giovedì 7 aprile, nel Palazzo di Vetro a New York.
Nel testo in inglese il Pontefice esprime il suo compiacimento per l’iniziativa, organizzata in collaborazione con il cosiddetto “Gruppo Santa Marta”, l’alleanza di responsabili di polizia e di vescovi cattolici di tutto il mondo, che operano con la società civile per sradicare il traffico di esseri umani e garantire cure pastorali alle vittime, riunitasi per la prima volta nell’aprile 2014 proprio nella Domus scelta da Francesco come residenza papale. In quella circostanza il Pontefice definì il traffico di esseri umani una ferita aperta nel corpo della società contemporanea. Altre riunioni del gruppo a livello internazionale si sono tenute a Londra (dicembre 2014) e a Madrid (ottorbe 2015). Nel messaggio la gratitudine di Francesco va anche agli Stati membri dell’Onu e alle diverse organizzazioni governative, civili e religiose «impegnate a combattere questo crimine contro l’umanità», insieme con l’incoraggiamento — mentre si svolge la riflessione sulle molteplici cause del fenomeno — a «rafforzare i vincoli di cooperazione e di comunicazione, che sono essenziali per porre fine alla sofferenza dei tanti uomini, donne e bambini che oggi vengono ridotti in schiavitù e venduti come se fossero semplice merce». Solo così infatti, spiega Francesco, «sarà possibile promuovere soluzioni e misure preventive che consentano di affrontare questo male a ogni livello della società». Del resto, la recente approvazione dell’Agenda 2030, con i nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Organizzazione delle Nazioni unite, al numero 8.7 dice testualmente: «Prendere misure immediate ed efficaci per eradicare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e alla tratta degli esseri umani, e garantire il divieto e l’eliminazione delle forme peggiori di lavoro minorile, in particolare il reclutamento e l’utilizzo dei bambini soldato, e, entro il 2025, porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme». Da qui l’auspicio papale che nei dibattiti venga sempre tenuta «presente la dignità di ogni persona», riconoscendo «in ogni sforzo un servizio autentico ai più poveri ed emarginati della società, che troppo spesso vengono dimenticati e non hanno voce». Infine il Pontefice assicura a «tutti i presenti il saldo impegno della Chiesa cattolica a lottare contro questo crimine e a prendersi cura di tutte le sue vittime».

© Osservatore Romano - 9 aprile 2016