Monsignor Sgreccia, i dubbi di Fini non sono legittimi?
No. Perché i suoi dubbi non hanno basi scientifiche. Il confine a cui allude non esiste. Una persona in stato vegetativo è una persona che vive.
Lei obietta che lo stato vegetativo si possa definire "permanente". Ma Eluana sono sedici anni che è in coma...
Anche lei, come tanti altri prima di lei, potrebbe svegliarsi. Nessuno può saperlo. Dire "stato vegetativo permanente" è una forzatura senza basi scientifiche. Eluana interagisce a modo suo col mondo esterno. Questo è innegabile. Chi può giudicare che la vita di Eluana non sia vita? Nessuno. Se vale la logica che si sta adottando oggi con Eluana, allora anche un handicappato grave dovrebbe subire lo stesso trattamento. Ripeto: su quali basi si decide che la vita di una persona in coma non è vita? Ve lo dico io: su nessuna base di tipo scientifico.
Cosa stanno facendo a Eluana?
La stanno uccidendo. Né più né meno. Ci vuole tanto a dirlo? Questa è eutanasia vera e propria, ha ragione monsignor Crociata. Io la chiamerei soppressione. E l'Italia dovrebbe fare i conti con questa soppressione.
Cioè?
Credo che i nostri legislatori debbano prendere atto del fatto che un'azione non prevista nel nostro codice, ovvero l'eutanasia, stia diventando prassi. È un fatto gravissimo ma che evidentemente interessa poco ai più.
Il padre e la madre di Eluana non hanno nessun diritto?
Eluana ha il diritto di avere una famiglia che l'accudisca. E questa famiglia c'era fino a ieri. Erano le religiose che l'avevano in cura nella clinica dove era ricoverata. Con ciò non voglio assolutamente puntare il dito contro il papà di Eluana, ma voglio ricordare che chi si prendeva cura di Eluana con amore, oltre ovviamente ai suoi genitori, c'era. E queste religiose non mi sembravano intenzionate a lasciar andar via Eluana. Tenevano a lei e le volevano bene.
Condivide le proteste di ieri che alcuni esponenti del Movimento per la vita hanno fatto fuori la clinica di Lecco prima che Eluana venisse trasportata a Udine?
Credo che tutti abbiano diritto di far sentire la propria voce e i valori in cui credono. A cominciare dai legislatori. È un compito che spetta a tutti. A volte occorre davvero parlare chiaro. Far sentire la propria voce è una responsabilità di tutti.
Paolo Rodari
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