«Lo stillicidio di azioni necessarie per evitare l’uccisione di una bambina da parte delle istituzioni rende l’idea di quanto fare il bene sia oggi faticoso e dello scontro con il male che è in atto nelle nostre società. E indica la lotta cui siamo chiamati». Così la giornalista di lungo corso Martina Pastorelli descrive il caso di Indi Gregory, la bambina di otto mesi affetta da una malattia rara la cui vicenda è diventata una bergmaniana partita a scacchi con la morte. O una cupissima spy story. Leggi su www.iltimone.org