Cos’è la Ru486?
È
un prodotto chimico a base di mifepristone, un potente antiormonale che
interrompe l’annidamento dell’embrione nell’utero e provoca l’aborto.
Prima che nel 1980 l'endocrinologo francese Étienne-Émile Baulieu la
trasformasse in un abortivo, la Ru486 (fino ad allora nota come
Ru38486) veniva utilizzata nei laboratori nel corso di esperimenti sui
topi: si trattava di una medicina capace di arrestare il funzionamento
della ghiandola surrenale. Fu allora che, per la prima volta, ci si
rese conto che le femmine di topo gravide abortivano e qualcuno si
chiese se non si poteva utilizzare la proprietà abortiva della molecola
cambiandole il nome.
Qual è la differenza rispetto alla pillola del giorno dopo?
Anche
la cosiddetta pillola del giorno dopo è un preparato che impedisce
all’embrione umano di impiantarsi nell’utero. Ma mentre questa deve
essere presa entro e non oltre 72 ore dal rapporto sessuale fecondante,
la Ru486 può essere presa fino al 49esimo giorno dall’ultimo ciclo
mestruale.
Come si usa?
La Ru486 viene presa
per via orale. Tre giorni dopo la donna deve assumere un’altra sostanza
chiamata misoprostol, che provoca le contrazioni necessarie per
espellere l’embrione. Dopo dieci giorni è necessaria un’ultima visita
di controllo.
Che cos'è la «seconda pillola»?
Il
protocollo Ru486 prevede l'assunzione di due pillole, a distanza di due
giorni l'una dall'altra. La seconda, che dovrebbe indurre l'espulsione
dell'embrione e che è in commercio col nome di Cytotec, non è mai stata
registrata e testata come un abortivo.
Qual è il tasso di efficacia?
Nel
5% dei casi si rende necessario ugualmente un aborto chirurgico. In
alcune casistiche la percentuale sale all’8%. A Cuba il tasso di
fallimenti è arrivato fino al 16%.
È compatibile con la legge 194?
Per
la legge 194 la gestante deve rivolgersi a un consultorio, o a una
struttura sociosanitaria abilitata, per svolgere i necessari
accertamenti medici (mentre i medici devono aiutarla a rimuovere le
cause che la spingono all’aborto). Un tale percorso, con una pausa di
riflessione richiesta alla donna di 7 giorni, è difficilmente
compatibile con l’uso della Ru486, che prevede tempi molto ristretti.
Il farmaco ha delle complicazioni?
Sono
moltissimi gli "incidenti" legati alla Ru486 segnalati dalle varie
autorità sanitarie internazionali(emorragie, infezioni, eventi
trombotici). I dati più allarmanti sono però quelli relativi al decesso
delle donne che l'hanno assunta. A oggi sono 29 quelle morte dopo aver
assunto Ru486: sono decedute, in larga parte, a causa dell'infezione da
batterio Clostridium Sordellii: un batterio che non causa febbre, e
perciò è difficilmente individuabile. Il dato, d'altronde, è stato
confermato nel 2005 dall'autorevole rivista New England Medical Journal:
l'aborto chimico provoca una mortalità dieci volte maggiore di
quello chirurgico. Lo stesso dato peraltro è stato riportato dall'Aifa
nel bollettino pubblicato l'anno scorso sul farmaco.
© Avvenire
Le domande e le risposte sulla pillola abortiva
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