Secondo un rapporto stilato dall'Associazione "Nessuno tocchi Caino", "c'è una evoluzione positiva verso l'abolizione della pena di morte", anche se ci sono Stati che primeggiano, soprattutto nell'area del Medio Oriente e di quel mondo islamico integralista, tipo Iran e Arabia Saudita, nelle quali il numero delle esecuzioni, purtroppo, è aumentato. Nel 2007 ve ne sono state ufficialmente almeno 5.851, a fronte di quelle presunte e presumibili del 2006, pari a 5.635. Sempre nel citato rapporto, si legge che la Cina continua a detenere il triste primato delle esecuzioni mortali, se è vero che la percentuale è dell'85,4% rispetto al totale mondiale.
Ora che si conoscono le cifre, sarebbe il caso che nessuno contrabbandi o millanti dati e meriti, poichè è fuori discussione, comunque, il ruolo fondamentale e principale della Chiesa che è stato, è e sarà necessario ed indispensabile per promuovere la vera cultura della vita nella continuità di quella che è la difesa, innanzitutto, della dignità della persona umana. Ogni giusta causa può avere la sua valenza e la sua efficacia se rapportata a Cristo, divino amore e divino fermento di ogni vita che nasce, lievita e si consuma nel suo none. "Chi perde la sua vita per causa mia, avrà in compenso la vita eterna". Questo è il nobile messaggio di Cristo ai giustizieri della morte. Questa è la sintesi mirabile e meravigliosa di una proposta che travalica i confini delle ideologie, del materialismo, del progressismo lancinante e allucinante del conformismo razionalistico e del perbenismo intellettualistico della modernizzazione secolaristica di ogni valore. La Chiesa, non racchiusa, non schematizzabile nel circuito vizioso della propaganda meschina, macchinosa, acefala del consumismo propagandistico e comunicativo della insipienza volgare, da secoli propone la catechizzazione della vita, nel senso propedeutico e preventivo del termine, tanto che, piuttosto che ipotizzare l'offesa a Caino, ne remunera e moltiplica gli sforzi nella logica e nella sintonia armonica dell'amore proponendo la completezza del suo messaggio; "Nessuno diventi Caino". Condannare il condannato è l'arte dei pavidi disonesti che nulla fanno e nulla hanno fatto nella società del consumismo perdente, in cui pure la vità è stata soggiogata, per evitare il capitolo della condanna. Apriamo il capitolo della salvezza, del recupero, della prevenzione non abusiva del mondo e di ogni individuo. Riaccendiamo il focolare domestico delle sane abitudini. Riaccendiamo la fiaccola o la lanterna della speranza, perchè e affinchè ogni uomo, nato da Adamo, ma voluto da Dio, sia e resti sempre l'Abele non ucciso dal suo Caino, dal suo prossimo, dal suo vicino, dal suo fratello o da nessuno e da chicchessia, ma salvaguardato e protetto, non come una specie in via di estinzione, ma come germe di vita nuova, pronto a rigoglire, a riaffermare il primato dell'essere sulla natura bestiale dell'istinto umano o della bestialità.
News by PETRUS
Nessuno diventi Caino
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