"Ma quale comprati? Non usiamo parole offensive.." Così la Sen. Cirinnà a LA7 al Coffee Break.Purtroppo, senza che ci giriamo intorno, il problema è proprio questo: il mercato dietro famiglie costruite in base ai desideri degli adulti senza riconoscere il diritto incoercibile del bambino o della bambina di avere entrambi i propri genitori biologici.
Gli adulti possono "macerarsi", elaborare tutte le "proprie" carte etiche che riescono, ma la realtà è che viene negato il diritto precedente, l'a priori: il diritto di un bambino o di una bambina di avere i propri genitori biologici e di crescere con loro.
Uno stato che nega questo e facilita i desideri degli adulti senza tenere conto di questo "diritto fondamentale" ha perso ogni sua valenza etica e formativa ed anche giurisdizionale.
E' uno stato che serve solo desideri, talvolta capricci, e riconosce "falsi diritti" in nome della prepotenza.
Che decide chi deve vivere e chi deve morire; chi è figlio di; quale vita è degna di essere vissuta.
Questo non è "bene comune" ma un "mostro dalla grande mano" pilotato dagli egoismi.
Una cosa, gli egoisimi strutturati e colorati di rosa, che a noi adulti riesce benissimo.

Siamo bravissimi a coprire gli egoismi con un velo di "diritto", con "leggi ad personam" (poco importa se decise democraticamente), con una coltre di affetto ed una commozione. Recitanti, commedianti.
Siamo ipocriti, schiavi delle nostre parti basse, che tendiamo a rendere schiavi le fasce deboli e specie i bambini.
Un vero suicidio sociale.