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gandolfini 30 gennaio 2016Approda oggi in aula alla Camera la legge sulle unioni civili. Il premier Renzi ha annunciato che martedì o mercoledì sarà posta la questione di fiducia sul testo e che giovedì 12 maggio la legge sarà votata. Il ddl viene quindi "blindato" dal governo come è avvenuto al Senato e in Commissione Giustizia a Montecitorio, senza la possibilità di essere dibattuto ed emendato. Stamane Massimo Gandolfini, presidente del "Comitato Difediamo i Nostri Figli", promotore del Family Day, ha lanciato un appello per il rispetto delle prerogative parlamentari e ha presentato le prossime iniziative per difendere la famiglia naturale. Il servizio di Marco Guerra:

Un appello a tutti i parlamentari cattolici affinché non votino una legge che può stravolgere l’antropologia della società italiana, la consegna al presidente della Repubblica di un documento giuridico che evidenzia tutti i profili di incostituzionalità di questo testo e la costituzione dei comitati per il ‘no’ al referedum costituzionale per evitare che un sistema monocamerale e controllato da un solo partito approvi nuove leggi, definite divisive contro la vita e la famiglia, senza il dovuto confronto democratico. Massimo Gandolfini traccia gli impegni del Comitato del Family Day a poche ore dall’approdo alla Camera del ddl sulle unioni civili "blindate" dalla fiducia, come spiega nostri microfoni:

non mettero la fiducia sulle unioni civili“Ci sono due fiducie: una al Senato, e adesso è annunciata anche quella alla Camera. In Commissione Giustizia al Senato è stata "scippata" la legge; alla Commissione Giustizia della Camera non è stato fatto nessun dialogo né dibattito e quindi è una legge che passa senza essere stata discussa da nessuno dei parlamentari. E ciò nonostante ci fossero tanti emendamenti, che dovevano essere presi in considerazione anche nel merito, e che potevano modificare la legge in senso decisamente virtuoso, in maniera da tutelare i diritti delle persone e dell’unione civile, senza per questo renderla un simil-matrimonio. Questa è anche una delle ragioni per la quale ci stiamo appellando al presidente della Repubblica, perché valuti con estrema attenzione e rigore i profili di incostituzionalità. Abbiamo presentato un documento ‘ad hoc’, e speriamo che possa essere valutato anche in tempi brevi, ma con estremo rigore”.

Una battaglia per i diritti del bambino a non essere "programmato orfani di madre o di padre" e non contro i diritti della persone, ci tiene a specificare Massimo Gandolfini:  

“La battaglia sulle unioni civili apre l’enorme, delicatissimo, pericolosissimo utero in affitto con la stepchild adoption a tutti. È una bugia dire che nel nuovo testo non esiste più. Infatti, nel comma 20 del maxi-emendamento c’è esattamente la possibilità di adozione da parte di coppie omosessuali. E viene quindi violato totalmente  il diritto del bambino ad avere un padre e una madre”.

L’impegno contro la deriva antropologica e la difesa di più piccoli è stato incoraggiato anche dal recente colloquio che Gandolfini ha avuto con Papa Francesco:

“Il Papa ha definito ancora una volta l’ideologia gender, che è al fondo di tutto questo, una ‘colonizzazione ideologica’, e soprattutto l’importanza di difendere il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre. Per cui ci sentiamo, insieme a tutti gli amici del Comitato, ancora più motivati ad andare avanti su questa strada”.

E chiedendo al premier Renzi di confrontarsi pubblicamente e lealmente con il popolo del Family Day, Gandolfini ha infine spiegato l’impegno per il ‘no’ in vista del referedum costituzionale di ottobre:

“Noi non stiamo facendo una battaglia contro Matteo Renzi. Noi non vogliamo fare una battaglia contro le persone. Noi vogliamo fare battaglia contro idee e leggi che sono veramente inique, brutte e ed inaccettabili. Perché le unioni civili sono una strategia dentro qualcosa di molto più grande. Già si parla di modificare la legge sulle adozioni dei bambini – la Legge 184 – sotto lo slogan ‘adozioni per tutti’. Non famiglia per tutti i bambini, no! ‘Adozione per tutti’. C’è il tema dell’eutanasia; delle droghe leggere; del ‘divorzio express’; il divorzio rapido è già stato approvato… Allora è chiaro che questa è una strategia di governo. Se è successo quello che è successo con le unioni civili, in cui c’erano dei passaggi obbligati, che istituzionalmente potevano portare a delle modifiche, cosa accadrà domani, quando ci sarà un’unica Camera con una maggioranza assoluta da parte del partito del premier? Passeremo da una democrazia parlamentare a un premierato. Quindi i ‘Comitati per il no’ nasceranno ufficialmente qui a Roma il 28 maggio. E poi è soprattutto un grande lavoro, casa per casa, per fare presente le nostre istanze”.

© http://it.radiovaticana.va - 9 maggio 2016