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gianpiero palmieriIl vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Palmieri, fa pubblica professione di antifascismo citando il famoso trinomio. Che però è il fondamento della Resistenza cattolica. E ignora che anche per la Costituzione difendere la patria è un «sacro dovere».

La querelle sulla pastasciutta antifascista di Ascoli Piceno del 26 luglio scorso non si è esaurita, come previsto, con la ritualità del mettere le gambe sotto al tavolo e lavorare di forchetta. L’arcivescovo di Ascoli Piceno, mons. Giampiero Palmieri, vicepresidente della CEI, ha precisato, in un messaggio agli organizzatori dell’evento che i cristiani «non possono non dirsi antifascisti»: affermazione, in verità alquanto audace e sommaria. Nella lettera l’arcivescovo ha approfondito il concetto affermando che «Dio patria e famiglia sono in contraddizione con il Vangelo. La nostra identità si trova nella Costituzione, piena di Vangelo, figlia della resistenza».

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