La Chiesa in Corea nacque e si sviluppò sotto l’iniziativa del laicato, e passarono molti anni prima che un clero stabile fosse presente nel territorio. Ciononostante la predicazione del Vangelo è continuata e le comunità hanno prosperato pur subendo brutali persecuzioni. Molto prima del concilio Vaticano II e del decreto sull’apostolato della laicità, Apostolicam actuositatem (1965), in Corea già si metteva in pratica un’idea di apostolato laicale.
Questo rende la Chiesa coreana un caso unico al mondo. La visita di Papa Francesco è di grande significato per il popolo coreano, anche perché è al suo primo viaggio in Asia e ha scelto di venire proprio in Corea. Possiamo davvero sentire tutto il suo amore per la Chiesa coreana. È una buona occasione per noi di imparare da Papa Francesco che tanto rivolge i suoi sforzi e le sue preghiere agli ultimi di questa terra. Il viaggio del Papa in Corea non è solo un grande evento per la Chiesa cattolica, ma anche una buona notizia per tutto il nostro Pa e s e . Sia la Conferenza episcopale coreana sia il Governo hanno cercato di invitare il Papa in Corea perché credono che la sua visita non sia solo un’occasione speciale per rinsaldare lo spirito di unità della nostra Chiesa, ma è una grande opportunità per rinnovare tutto il nostro Paese. Crediamo che non sarà solo fonte di gioia per i fedeli cattolici, ma anche una festa nazionale attraverso la quale tutte le persone possono condividere una nuova speranza. La Conferenza episcopale ha istituito un comitato di preparazione della visita papale. Lo stesso Governo ha costituito un team per cooperare con la Chiesa. Eppure la preparazione più importante non è nelle manifestazioni e nelle decorazioni esterne, ma è una riforma interna. L’ultima volta che un Papa visitò la Corea risale a venticinque anni fa. La prima visita di Papa Giovanni PaoloII è avvenuta nel maggio 1984 quando la Chiesa cattolica coreana festeggiava il suo duecentesimo anniversario. Fu il primo Papa a visitare la Corea. Egli vi tornò nel 1989 per partecipare al quarantaquattresimo Congresso eucaristico internazionale, mostrando grande amore e interesse per la Chiesa coreana tanto da visitare il nostro Paese per ben due volte. I giovani in quel momento si trovavano a combattere per la democrazia contro una dittatura militare; attraverso il messaggio di pace del Papa hanno trovato consolazione e coraggio nella loro battaglia. Quella visita diede un nuovo stimolo alla crescita della Chiesa coreana perché da quel momento anche persone senza alcun credo religioso cominciarono a mostrare grande interesse per il cattolicesimo. Grazie alla visita di Papa Giovanni Paolo II, la Chiesa coreana ha fatto un grande passo verso l’evangelizzazione della società. Preghiamo affinché la visita di Papa Francesco rappresenti un nuovo inizio sia per la Chiesa coreana che per la Chiesa universale. Non è solo una visita pastorale per il nostro popolo, ma un annuncio che la Chiesa coreana dovrebbe svolgere un ruolo di primo piano nell’evangelizzazio ne e pacificazione di tutta l’Asia. Speriamo anche che diventi una buona occasione per presentare un’immagine dinamica della Chiesa coreana e della nostra società in tutto il mondo.
© Osservatore Romano - 12 luglio 2014