Pubblicata ufficialmente su "L'Osservatore Romano", la lettera è stata firmata il 10 novembre.
Intervistato dal nostro giornale, Ivano Dionigi, rettore dell'università di Bologna e presidente della istituenda Accademia, ha detto: "Perché il latino? Perché il greco e i classici? Per tre motivi essenzialmente. Il primo è la tutela dei beni culturali. In gioco c'è un destino culturale. Secondo: il greco e il latino ci aiutano a parlare bene. Terzo, i classici ci aiutano a pensare bene, è il loro lascito più vantaggioso; sono al contempo fondamento del presente e antagonisti al presente. E non voglio insistere sul tema delle radici identitarie perché sono evidenti". E alla domanda sulle priorità in agenda ha risposto: "Due innanzitutto, la prima ripristinare l'obbligatorietà del latino nei seminari e, in secondo luogo, creare ponti a tutti i livelli: tra la ricerca che si occupa di tradizione cristiana e quella classica e pagana, tra le università, nella divulgazione ad alto livello. Dobbiamo capitalizzare al meglio questo grande patrimonio. Serviranno sempre mediatori culturali, un "piccolo gregge" capace di tramandare e tradurre, lievito per tutti gli altri".
Nasce così un'istituzione che cercherà di portare nuova linfa alla conoscenza della lingua e della cultura latine che nei secoli - come ricordato da Manlio Simonetti in un articolo a commento - ha registrato un progressivo decadimento.
(©L'Osservatore Romano 11 novembre 2012)