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Rassegna stampa Speciali
papa Francesco e Frédéric FornosL’Apostolato della preghiera (Adp) è in piena fase di riforma, attraverso un ritorno alle origini, ai principi ispiratori, che hanno portato l’associazione nei 170 anni di vita a raggiungere più di quaranta milioni di fedeli in tutto il mondo. Si tratta di adattare alle società contemporanee, utilizzando le nuove tecnologie, un modo di comunicare e di fare comunione attraverso la preghiera.

Lo scopo è formare quella rete universale a cui il Papa ogni anno affida le intenzioni che gli stanno a cuore. Ne abbiamo parlato con il direttore generale delegato dell’Adp e del Movimento eucaristico giovanile (Meg), il gesuita francese Frédéric Fornos, in questa intervista al nostro giornale.

Da poco tempo lei è il nuovo direttore delegato. Quale impronta darà all’Adp?

La mia missione è di aiutare la “ri-creazione” dell’associazione. L’Adp e il Meg, che è la sezione giovanile, sono stati affidati dal Papa alla Compagnia di Gesù. Siamo presenti in 84 Paesi, ma abbiamo bisogno di ritrovare lo slancio missionario degli inizi. Pertanto, su richiesta del preposito generale, Adolfo Nicolás Pachon, abbiamo avviato negli ultimi cinque anni un percorso per ritrovare la visione fondamentale dell’Adp, per meglio rispondere alle necessità di oggi. Papa Francesco ha approvato un paio di mesi fa il documento che presenta in un modo nuovo la nostra missione: Un percorso con Gesù, in una disponibilità apostolica. Non possiamo comandare la “ri-creazione”, perché questa dipende dallo Spirito, ma ci possiamo disporre. Il mio ruolo è di aiutare i team locali a trovare modi concreti per l’oggi.

Questo sarà l’anno dell’enciclica del Papa sull’ecologia. Come può l’Adp sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti della tutela del creato?

Siamo la rete di preghiera del Papa. Ogni mese ci propone due sfide dell’umanità e della missione della Chiesa. Tali intenzioni non hanno lo scopo di una preghiera intima senza contatto con la realtà, sono destinate a guidare la nostra giornata, i nostri mesi. Per esempio, nel mese di febbraio, il Pontefice ci ha invitato a pregare, affinché abbiamo cura del creato, come un dono gratuito da proteggere per le generazioni future. Pregare per questa intenzione significa informarsi, leggere e ascoltare riguardo a questa sfida, conoscere le associazioni che lavorano nel settore. In questo modo le intenzioni prendono carne nella nostra vita, e la nostra preghiera è nutrita e trasforma il nostro cuore. Pregando sensibilizziamo i discepoli di Cristo su questo argomento.

di Nicola Gori

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