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cristiani 2ROMA, 21. I ventotto cristiani etiopi uccisi dai miliziani del sedicente Stato islamico in Libia sono dei «martiri»: lo ha sottolineato anche il cardinale prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, Leonardo Sandri, condannando fermamente l’ultimo agghiacciante episodio di violenza jihadista.
«Vorrei rendere omaggio a questi martiri — ha detto il porporato a Radio Vaticana — mettere davanti ai nostri occhi tutta la nostra povertà, la nostra miseria di fronte a fratelli cristiani capaci di testimoniare il nome di Cristo fino alla morte senza paura, nonostante la crudeltà di queste persone che hanno un cuore storto, non sottoposto a Dio». Da Sandri anche un appello alla comunità internazionale: «Quelli che hanno nelle loro mani il potere di decidere la sorte delle nazioni fermino questo avanzamento della crudeltà e della persecuzione dei cristiani e, io direi, della persecuzione dell’uomo, della sua dignità e di quello che sarà il futuro dell’umanità». Una ferma condanna della barbara esecuzione dei cristiani etiopi è arrivata anche dall’università di Al Azhar, una delle più prestigiose istituzioni dell’islam sunnita con sede in Egitto, che ha descritto l’episodio come un «crimine odioso», che «va contro qualsiasi religione, legge o condotta umana». La condanna è espressa in una dichiarazione attribuita dai media egiziani all’imam Ahmed Al Tayyeb, nella quale si richiama anche la comunità internazionale ad affrontare come una minaccia globale la rete jihadista che alimenta i conflitti nel Vicino oriente. Di tentativo di «intimidire il mondo cristiano, per seminare odio tra cristiani e musulmani» parla il patriarca di Mosca, Cirillo, primate della Chiesa ortodossa russa, in un messaggio di condoglianze inviato alla Chiesa copta etiope. Nel testo — ripreso da Interfax Religion — si ricorda il dovere della comunità internazionale e dei leader cristiani di unirsi nella lotta contro l’e s t re m i smo religioso e il terrorismo.

© Osservatore Romano - 22 aprile 2015