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Gesù ha vissuto la vita che è di tutti e, giorno dopo giorno, ha mostrato che la giustizia del Suo Padre si manifesta inequivocabilmente nei gesti di liberazione dal male e nel riscatto della speranza perduta. Dio non è il faraone potente che può decidere di regalare alle creature un patrimonio o farle morire, artefice del loro bene come del loro male: questa è la tentazione dell’uomo (fuori e dentro la religione) che immagina e sospetta un Dio prevaricatore, le cui intenzioni sono indecifrabili. Nel nome di Dio Gesù compie solo gesti di liberazione dal male. È la cura dell’altro l’intenzione e la passione con le quali l’Abbà di Gesù vuole essere identificato. 
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