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consacrazione1-middleWASHINGTON , 10. «I nostri fratelli e sorelle consacrati danno un grande contributo alla nostra società con la loro opera pastorale in numerosi ambiti: insegnano nella nostre scuole, assistono i poveri e gli ammalati, portano la compassione e l’amore di Cristo a chi è respinto dalla società, mentre altri conducono una vita di preghiera contemplativa per il mondo». Parola del presidente dell’episcopato statunitense, l’arcivescovo di Louisville, Joseph Edward Kurtz, che sottolinea così l’importanza della vita consacrata in occasione dei prossimi “Days with Religious”.
Mentre la Chiesa universale si prepara a celebrare l’Anno della vita consacrata indetto da Papa Francesco dal prossimo 29 novembre, prima domenica di Avvento, al 2 febbraio 2016, la Conferenza episcopale degli Stati Uniti lancia infatti una nuova iniziativa volta alla promozione vocazionale. Si tratta, appunto, delle “Days with Religious”, un calendario ricco di incontri in cui religiosi e religiose potranno condividere con le famiglie le loro esperienze di preghiera, di servizio e di vita comunitaria. Iniziativa che, rende noto il sito in rete dell’episcopato statunitense, dal 2 all’8 novembre sarà preceduta dalla National Vocation Awareness Week, la settimana nazionale per le vocazioni. Un’ulteriore opportunità, quest’ultima, per sostenere con la preghiera e la sensibilizzazione delle comunità parrocchiali una vera cultura delle vocazioni. Quanto ai “Days with Religious”, sono promossi in collaborazione con le tre organizzazioni dei superiori e superiore degli ordini femminili e maschili degli Stati Uniti: il Council of Major Superiors of Women Religious, la Leadership Conference of Women Religious e la Conference of Major Superiors of Men. «Le Giornate saranno una grande occasione per far vedere ai fedeli in quanti modi i religiosi e le religiose che rispondono alla chiamata alla vita consacrata servono Cristo e la Chiesa», ha spiegato monsignor Michael Francis Burbidge, vescovo di Raleigh e presidente della commissione episcopale per il clero, la vita consacrata e le vocazioni. L’iniziativa, come accennato, si inserisce nel cammino tracciato da Papa Francesco, che ha indetto per il 2015 uno speciale Anno per la vita consacrata nel cinquantesimo anniversario della Perfectae caritatis , il decreto del Vaticano II sul rinnovamento della vita religiosa, come pure della Lumen gentium , la costituzione conciliare, che nel suo sesto capitolo si sofferma specificamente sulla vita consacrata. Tre i principali appuntamenti già in calendario, per i quali l’episcopato ha messo in rete sussidi e materiale informativo. Il primo è stato fissato per l’8 febbraio 2015 ed è rivolto in particolare alle famiglie in vista del prossimo incontro mondiale a Philadelphia. Tra le attività previste: visite guidate in monasteri, conventi, abbazie e case religiose; conferenze sulla storia dei vari ordini religiosi. Il secondo appuntamento sarà la giornata della missione e del servizio con i religiosi che si terrà l’estate prossima: i fedeli saranno invitati a partecipare alle varie attività di apostolato svolte dagli ordini religiosi con gli anziani, i poveri, i senza tetto e i meno fortunati. Infine, il 13 settembre è prevista una giornata di preghiera con i religiosi, in cui i fedeli potranno partecipare alla liturgia delle ore e alla recita del ro s a r i o . «Cultura delle vocazioni» è invece il tema scelto dall’episcopato per la tradizionale settimana di sensibilizzazione che prenderà il via all’inizio di novembre. Le comunità parrocchiali saranno infatti chiamate a promuovere soprattutto tra i giovani un clima di riflessione e di preghiera sulla necessità di rispondere alla chiamata che Dio fa alla vita sacerdotale, diaconale e religiosa. Presentando l’iniziativa il sito in rete dell’episcopato ricorda come nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium Papa Francesco abbia sottolineato la necessità di costruire una vera cultura vocazionale. «È la vita fraterna e fervorosa della comunità che risveglia il desiderio di consacrarsi interamente a Dio e all’evangelizzazione, soprattutto se tale vivace comunità prega insistentemente per le vocazioni e ha il coraggio di proporre ai suoi giovani un cammino di speciale consacrazione» (n. 107). Insomma, sintetizza monsignor Burbidge, un’autentica cultura vocazionale è quella che aiuta gli altri ad ascoltare e a rispondere alla chiamata di Dio. «Con la grazia di Dio — è l’invito del presule — aiutiamo a costruire questa cultura attraverso la fervente preghiera, la testimonianza della nostra vita e il sostegno che diamo a coloro che vivono il discernimento della vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata». Del resto, viene ricordato come una ricerca condotta nel 2012 dalla Georgetown University per conto dell’episcopato statunitense abbia dimostrato come il sostegno della comunità sia determinante nel processo di discernimento vocazionale. «Il numero tre sembra essere fondamentale nel fare la differenza nella vita di chi cerca di capire la propria vocazione», ha detto padre Shawn McKnight, direttore esecutivo del segretariato per il clero, la vita consacrata e le vocazioni. «Quando tre o più persone incoraggiano una persona a prendere in considerazione una vocazione religiosa, lui o lei è più disposto a esaminare la serietà della chiamata».

© Osservatore Romano - 11 ottobre 2014