di RICCARDO BURIGANA
«La nostra azione quotidiana è rivolta a rendere la Bibbia accessibile, acquistabile a un prezzo veramente economico, comprensibile a tutti in una traduzione che vuole coinvolgere i cristiani delle differenti tradizioni presenti nelle Filippine»: con queste parole Nora Lucero, segretaria generale della Philippine Bible Society (Pbs), ha riassunto l’imp egno ecumenico della propria organizzazione in una stagione particolarmente vivace, caratterizzata anche dalla preparazione per la visita apostolica che Papa Francesco compirà nel Paese asiatico nel gennaio del prossimo anno.
Con questa azione la Pbs vuole riaffermare la propria profonda fedeltà alla missione, così come è stato fin dalla sua fondazione, nel 1899, quando un gruppo di missionari protestanti iniziarono a tradurre la Bibbia. Con la celebrazione del Vaticano II la traduzione in lingua corrente è diventata uno strumento privilegiato sia nella scoperta del rilievo della dimensione ecumenica della fede cristiana sia nell’opera di evangelizzazione tesa a rendere la società filippina sempre più guidata da valori biblici. Proprio grazie a tale collaborazione ecumenica, la Bibbia è stata tradotta nelle otto principali lingue delle Filippine: tagalog, cebuano, ilokano, bikol, pampango, hiligaynon, pangasinan e samarenyo, che sono parlate da oltre il 90 per cento della popolazione. Ogni anni vengono stampate quasi due milioni di copie della Bibbia. A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso la collaborazione ecumenica ha prodotto la Bible Reading Guide per aiutare la comprensione del testo biblico a ogni livello e il ripensamento del Board of Trustees della Pbs, che è composto da cinque rappresentanti della Chiesa cattolica, da altrettanti del Consiglio filippino delle Chiese evangeliche, così come del Consiglio nazionale delle Chiese nelle Filippine e da tre delle cosiddette “Chiese indipendenti”. Fra le iniziative ecumeniche, un posto di rilievo spetta anche al Bible Museum, che è stato pensato soprattutto per gli studenti, per far comprendere loro la storia della formazione della Bibbia, la sua trasmissione per secoli fino alle traduzioni più moderne. Nell’ultima settimana di gennaio, ogni anno, la Philippine Bible Society promuove la Settimana nazionale della Bibbia, il cui programma viene concordato da un gruppo di lavoro (formato da Pbs, Chiesa cattolica, comunità evangeliche e “Chiese indipendenti”) attraverso una serie di incontri da febbraio a dicembre. Si tratta di una vera esperienza ecumenica dal momento che questo gruppo «prega, discute e raggiunge un accordo sul tema della celebrazione annuale, coordinato anche con le iniziative locali e nazionali per proclamare la Parola di Dio nelle Filippine», come ricorda Nora Lucero. Nel 2015 la Settimana nazionale della Bibbia si svolgerà dal 19 al 25 gennaio e avrà come tema «Condividere la Parola di Dio, aiutare i poveri, trasformare la terra». La celebrazione di questa Settimana si inserisce in un programma di iniziative ecumeniche che assumono un carattere del tutto particolare alla luce anche del fatto che le Filippine sono l’unico Paese a maggioranza cristiana dell’Estremo oriente. La testimonianza dei cristiani nel vivere insieme la Parola di Dio diventa fondamentale nell’affrontare le tante questioni che animano la società filippina. Proprio la testimonianza ecumenica aiuta i cristiani a dare sostegno a coloro che sono stati colpiti dai disastri ambientali e a denunciare quando questi disastri sono dovuti anche alla politica di sfruttamento del territorio. In tal senso, nelle Filippine la lettura ecumenica della Parola di Dio sostiene i cristiani nella lotta contro la povertà, nella costruzione della pace, soprattutto in alcune aree del Paese. Grazie a questa testimonianza ecumenica, soprattutto in questi ultimi anni ci sono stati segni evidenti che la lettura e lo studio della Bibbia hanno cominciato a cambiare «i cuori e le menti» di tanti filippini, anche di coloro che si trovano all’estero, a causa del lavoro, ma che conservano il legame con la propria terra. Perciò, accanto a un rinnovato impegno nella revisione della traduzione della Bibbia, si sono moltiplicate le occasioni pubbliche nelle quali la Pbs, insieme a tanti cristiani, ha operato — riferisce ancora il segretario generale — per far sì che «la Bibbia possa essere sempre più centrale nella vita degli uomini e delle donne delle Filippine, tanto da diventare una sorta di manuale per la vita in grado di promuovere giustizia, equità e pace. La lettura quotidiana della Parola di Dio deve continuare a sostenere il cammino di trasformazione della società filippina in un mondo veramente evangelico».
© Osservatore Romano - 14 novembre 2014