Francesco ha ascoltato in ginocchio l’annuncio della verità del Natale modulato con le mirabili note dell’ Et incarnatus est composte da Wolfgang Amadeus Mozart per la Messa in do minore K427. Durante la celebrazione della notte, nel pieno del Credo cantato dalla coro della Cappella Sistina, l’o rchestra sinfonica di Pittsburgh ha eseguito questo grande segmento. A dirigerla il maestro austriaco Manfred Honeck e, come solista, Chen Reiss, soprano di origine israeliana. «Questo brano particolarmente apprezzato dal Papa — spiega il direttore della Cappella Sistina, monsignor Massimo Palombella — è stato eseguito nella sua versione più essenziale e pertinente al contesto liturgico». Difatti, precisa, «proporlo nel Credo cantato in gregoriano è una corretta collocazione all’interno della liturgia rinnovata dal concilio Vaticano II , secondo una visione che include la tradizione e dialoga con la modernità». Prima della messa l’orchestra ha eseguito anche il «Concerto per archi fatto per la Notte di Natale» di Arcangelo C o re l l i . All’inizio del rito, il Papa ha ascoltato il canto della Kalenda di fronte alla statuetta del Bambino Gesù coperta da un velo e collocata davanti all’altare della confessione. Quindi, tolto il velo, Francesco ha baciato e incensato l’immagine, accompagnato da dieci bambini che hanno presentato un omaggio floreale. E i piccoli — tra i cinque e i dieci anni: due italiani, un belga, una libanese, un siriano, tre coreani e due filippini — sono stati accanto al Papa anche quando, alla fine della messa, ha portato personalmente la statuetta del Bambino nel presepe allestito, in basilica, nella cappella della P re s e n t a n z i o n e . Secondo tradizione, quindi, al canto del Gloria sono state accese tutte le luci della basilica e sono state fatte suonare le campane. Poi, alla preghiera dei fedeli, sono stati subito rilanciati i contenuti dell’omelia di Francesco ricordando anzitutto, in lingua araba, l’opera dei missionari. Un pensiero è andato anche ai poveri, agli esclusi e ai sofferenti. Poi, all’offertorio, i doni sono stati presentati da due famiglie italiane. Con Francesco hanno concelebrato trentatré cardinali, tra i quali il decano del collegio Sodano e il segretario di Stato Parolin, diciannove arcivescovi e vescovi e oltre trecento sacerdoti: tra loro i monsignori Pedacchio Leániz e Gaid. Con il corpo diplomatico erano gli arcivescovi Becciu e Mamberti, i monsignori Wells, Camilleri e Bettencourt. Erano presenti i cardinali Sebastiani, Farina e Brandmüller, l’a rc i v e s c o v o Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e il medico personale del Papa, Polisca. Infine, per la prima volta la celebrazione della messa natalizia è stata trasmessa in tecnologia tridimensionale grazie alla produzione del Centro televisivo vaticano in collaborazione con Sky 3d. E dall’Asia arriva la notizia di un’altra prima volta: l’emittente statale indonesiana ha fatto la radiocronaca della messa della Notte e anche del messaggio Urbi et orbi del giorno di Natale.
© Osservatore Romano - 27-28 dicembre 2014