di LORENZO BALDISSERIIn questo tempo in cui la Chiesa vive sfide mai immaginate prima, diviene nuovamente urgente partire; partire significa camminare, come ci invita a fare Papa Francesco dall’inizio del suo pontificato. Partire per la Chiesa è, in prima luogo, ascoltare la parola di Dio, ma è necessario ascoltare le preoccupazioni e i problemi delle persone. A tal fine è stato proposto, per la prima volta nella storia, un’inchiesta/condivisione che ha dato a tutti —urbi et orbi— visibilità e voce, opportunità e obbligo di ascoltare ed essere ascoltati, in una logica che non è di potere ma di servizio, in una logica che non è quella dell’«io voglio, posso e comando» bensì del «noi cerchiamo», insieme, come Chiesa e come comunità umana e di fede, le soluzioni possibili per le sfide che, a volte, sembrano persino impossibili, per i problemi, le preoccupazioni, i dolori e le sofferenze, ma anche le gioie e le speranze che viviamo, sperimentiamo, preghiamo e condividiamo.
È così che nasce il tema del Sinodo: «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione». È stata una felice e provvidenziale intuizione di Papa Francesco, che incoraggia il cuore di tutti. L’assemblea sinodale si terrà dal 5 al 19 ottobre prossimo e sarà un ulteriore passo di un cammino che interpella tutto il popolo di Dio. Di fatto, terminato tutto il lavoro preparatorio di riassunto delle risposte e di elaborazione, a partire da esse, dell’Instrumentum laboris, il Santo Padre ha stabilito un percorso per il Sinodo che prevede due tappe: la prima è proprio la prossima assemblea generale straordinaria nel 2014, che intende situare lo status questionis e allo stesso tempo raccogliere testimonianze vissute e proposte dei vescovi, per annunciare e vivere in modo credibile il Vangelo per la famiglia; la seconda è l’assemblea generale ordinaria nel 2015 per trovare e proporre linee operative per la pastorale della persona umana e della famiglia. Non si tratta di due “Sino di” separati, ma di due momenti di celebrazione di uno stesso evento, letto, celebrato e vissuto alla luce del contesto della nuova evangelizzazione – che è il contesto della missione permanente della Chiesa (Ma t t e o , 28, 19) — di fronte al compito assunto nel VaticanoII di essere «luce delle genti» annunciando «la gioia e la speranza», nel vivere la «gioia del Vangelo». Tre documenti di una trilogia che segnano il cammino: l’Instrumentum laboris, il documento della terza assemblea generale straordinaria del prossimo ottobre (2014), il documento finale della assemblea generale ordinaria del 2015. La società oggi presenta situazioni inedite che esigono l’attenzione e l’impegno pastorale della Chiesa. Tra le situazioni che sono state registrate, secondo il questionario, possiamo elencare: i matrimoni misti o interreligiosi; le famiglie monoparentali, la poligamia, la poliandria; i matrimoni combinati con la questione della dote, spesso assimilati all’«acquisto» della sposa; il sistema delle caste, la cultura del non-impegno e della presunta instabilità della relazione; le forme errate di maschilismo e di femminismo; i fenomeni migratori e la riformulazione del concetto stesso di famiglia; il pluralismo culturale nella concezione del matrimonio; le unioni tra persone dello stesso sesso alle quali è spesso consentita l’adozione di bambini; l’influenza dei mass media sulla cultura popolare riguardo al modo di concepire le nozze e la vita familiare; le correnti di pensiero che ispirano le correnti legislative che screditano la stabilità e la fedeltà del patto matrimoniale; la diffusione del fenomeno degli uteri in affitto; le nuove interpretazioni dei diritti umani; ma, soprattutto in ambito ecclesiale, l’indebolimento o l’abbandono della fede nella sacramentalità del matrimonio e della penitenza. Una volta presentato lo «scenario», consentitemi qualche altro riferimento all’Instrumentum laboris. Come ricorderete, tutto ha avuto inizio nel novembre 2013 quando è stato pubblicato il documento preparatorio. Oltre al tema sinodale è stato presentato anche un questionario strutturato in otto gruppi di domande inerenti le tematiche relative al matrimonio e alla famiglia. La partecipazione ha superato ogni aspettativa, il che naturalmente ha messo in luce la validità delle decisioni prese a riguardo. L’Instrumentum laboris del Sinodo è stato quindi redatto in base alle risposte pervenute. Questa partecipazione allargata, senza nulla togliere al fatto che si tratta di un “Sino do dei vescovi”, mostra però chiaramente un cambiamento di paradigma. È innegabile che la metodologia attuale, che includerà anche lo svolgimento dell’assemblea, conferisce dinamismo all’istituzione stessa, coinvolgendo tutte le componenti della Chiesa. In questa dinamica la Chiesa, come popolo di Dio, emerge unita nella diversità dei suoi carismi, doni, ministeri e sensibilità.
© Osservatore Romano - 14 giugno 2014