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abbraccio-francesco-benedetto-3Le Monde intervista il provinciale dei gesuiti francesi

Non ama apparire, e non compare spesso su giornali e tv padre JeanYves Grenet — scrive Stéphanie Le Bars introducendo il suo colloquio con il provinciale dei gesuiti francesi pubblicato su «Le Monde» del 13 marzo — e per questo la sua testimonianza è ancora più preziosa. Sicuramente, chiosa padre Grenet nell’intervista che fa riferimento a un Papa capace con i suoi gesti di rendere la Chiesa cattolica più amabile, Bergoglio è un pastore scaltro nel rapporto con i media, ma non relativista o “di manica larga”; molte delle sue scelte si spiegano alla luce del particolare carisma del suo ordine, che tradizionalmente preferisce accompagnare ogni singola persona del cammino piuttosto che sottolineare la perfetta osservanza della legge o insistere sul moralmente corretto.
A un anno dall’elezione, una prima analisi è possibile: Jorge Mario Bergoglio, continua Grenet, «non nasconde la sua origine, è un gesuita!» non a caso il suo metodo di governo, ad esempio, «si ispira chiaramente alle nostre consuetudini: il consiglio di otto cardinali che ha nominato per lavorare sul progetto di riforma della Curia assomiglia alla nostra Consulta, un gruppo di confratelli che aiutano chi guida la comunità a prendere le sue decisioni, discutendo liberamente con lui». Il Papa — continua Grenet, provinciale della Compagnia di Gesù francese dal 2009 — sa bene che alcune cose sono mortifere per la vita umana e per la Chiesa, come il rapporto sbagliato con il potere e con il denaro e lo scandalismo e la maldicenza di ogni ordine e grado; e sa bene che è necessario farle cessare perché sono delle potenti contro-testimonianze. Vuole portare aria nuova, movimento e respiro nuovo. Anche (e forse, soprattutto) tra i non credenti e i non cristiani, come sottolineato dal quotidiano «la Croix» nell’editoriale dedicato ai primi dodici mesi di Papa Francesco. «Ma la cosa in assoluto più stupefacente — conclude Grenet — è che tutto questo è stato permesso dall’unico gesto di un uomo, la rinuncia di Benedetto XVI».

© Osservatore Romano - 14 marzo 2014