Pio XIIcosì concludeva: «Sursum corda! In alto i cuori: Noi vi gridiamo. E siamo certi che i vostri cuori unanimi e senza eccezione risponderanno: Habemus ad Dominum: Li abbiamo innalzati al Signore!». Infine la benedizione. «La massa dei fedeli — riprende il cronista — ha un moto spontaneo di profonda venerazione: vorrebbe genuflettere: non tutti ci riescono per la calca spettacolosa, che dovrebbe arretrare di un passo e non può: ma tutti si segnano devotamente nel nome augusto di quella Santissima Trinità nel cui speciale giorno s’è attuato il prodigio. Riprendono le acclamazioni con tonalità sempre più alte: Sua Santità resta per qualche istante a ringraziare, a benedire ancora: rientra nell’aula: è richiamato con le più calorose insistenze: Egli ritorna, le braccia distese in impeto di affetto che investe e conquide l’animo degli astanti. Allorché la candida visione scompare le voci si attenuano, i primi movimenti incidono qua e là nella piazza: ma ognuno avverte lacrime di consolazione negli occhi, e più, più ancora, nel cuore una fiamma, che è nuova adesione, rinnovata e infrangibile, all’amistà con Dio».
© Osservatore Romano - 4 giugno 2014