I giudici francesi hanno concluso l'istruttoria sulla morte per decapitazione di Samuel Paty, il professore ucciso da un 18enne islamista dopo la lezione sulla libertà di espressione. Non si è trattato di un gesto improvvisato come si è voluto far credere, ma di un atto costruito a tavolino e alimentato da una campagna denigratoria nei giorni precedenti l'uccisione. Paty sapeva di essere nel mirino tanto che chiedeva ai colleghi di accompagnarlo a casa. Leggi su lanuovabq.it