In quello che uno storico olandese ha chiamato “l’autunno del Medioevo” anche il mercato del pesce di Costantinopoli brulicava di vita: vocalizzi, odori, frenetiche contrattazioni, come in ogni bazar che si rispetti. Vi si aggirava anche un distratto umanista forse non molto abile nel discernere la freschezza dei prodotti ittici, ma attratto piuttosto dalla carta, diversamente intesa tanto da lui quanto da chi vendeva come strumento di lavoro. Ed è proprio grazie alla curiosità di questo amante della cultura classica che noi possiamo leggere la Lettera a Diogneto, uno degli scritti più straordinari dell’epoca sub apostolica, quando a tramontare erano le prime generazioni di Discepoli di Cristo, mentre gli apologeti stentavano ancora a sorgere. Leggi su breviarium.eu