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europa-cristianaBRUXELLES, 6. «Il progetto di integrazione europea rimane l’unica possibile salvezza del vecchio continente, nella stagione della globalizzazione e della crisi della politica moderna, a fronte del rischio di invecchiamento e di impoverimento della società europea» e a quello di «marginalizzazione economica e politica internazionale dei vecchi Stati e dei popoli dell’Europa». È quanto afferma la rete C3Dem, organismo composto da una rete di 23 associazioni di ispirazione cattolica che, in vista delle elezioni di maggio, pubblica un documento intitolato «L’Europa nostra patria: un rinnovato progetto di buona politica comune». Il documento invita a «prendere sul serio» le elezioni perché «la posta in gioco» è «alta e significativa».
I risultati elettorali sono ritenuti importanti per possibili sviluppi su tre fronti diversi: «superare l’austerità» anche mediante un rafforzamento della governance economica comune; «rilanciare il modello sociale europeo»; «affermare un nuovo protagonismo europeo nel mondo». Quindi si afferma: «L’Europa è irriducibilmente plurale e non può emergere unitariamente che come un progetto in cui le diversità si mettono assieme. Questo comporta anche sul piano religioso, che ci sta particolarmente a cuore, pensare l’Europa come frutto dell’eredità di grandi religioni, in primo luogo naturalmente il cristianesimo, ma anche come costruzione segnata intimamente dalla laicità» intesa «come metodo di convivenza alta e feconda, nella fraternità e nel dialogo, tra religioni, filosofie, convinzioni diverse». Un manifesto per le elezioni europee è stato diffuso anche dalla comunità luterana finlandese che per l’occasione ha organizzato un dibattito pubblico presso la cattedrale evangelica di Helsinki. «L’Unione europea è importante per le Chiese, così come le Chiese e le altre comunità religiose hanno un ruolo importante da svolgere oggi nelle società europee», si legge nel manifesto, che esprime il desiderio della comunità luterana finlandese di «sviluppare ulteriormente il dialogo aperto, trasparente e regolare con l’Ue». I candidati sono dunque chiamati a confrontarsi con alcune priorità per un’Europa di valori comuni — occorre «rafforzare la dimensione dei valori in ogni ambito politico» — per cui «la crescita economica e la concorrenza sono solo dei mezzi per promuovere il bene comune». Il manifesto sottolinea poi l’importanza di «politiche migratorie solidali e umane» e ricorda che «libertà di religione non è libertà dalla religione».

© Osservatore Romano - 7 maggio 2014