di Marco Invernizzi Non c’è solo Aleksej Naval’nyj. Ci sono i quasi 2000 prigionieri politici di Hong Kong, c’è un numero indecifrato di abitanti nei laogai (i gulag cinesi), i cui nomi impronunciabili non ne aiutano il ricordo. Ci sono i tanti oppositori politici di Putin, i giornalisti e gli intellettuali assassinati o in prigione, che vale sempre la pena di ricordare, perché non si sta parlando in astratto, ma di persone vere.
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