Presentata a Roma la terza fase del Prestito della Speranza, che a tutt’oggi, con 26 milioni di credito erogato a 4.500 famiglie, rappresenta la più importante esperienza italiana di microcredito. “Insieme al credito sociale rivolto alle persone e alle famiglie – ha spiegato il card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI – ora l’iniziativa si aprirà anche al finanziamento verso le microimprese o le nuove iniziative imprenditoriali, capaci di creare opportunità d’investimento e nuovi posti di lavoro.
“L’emergenza lavoro e la nuova occupazione – ha proseguito – rappresentano gli obiettivi veri del Prestito della Speranza che, con Intesa Sanpaolo per il biennio 2015-2016, auspichiamo di poter ottenere erogando più credito e a tassi molto contenuti a famiglie e persone in temporanea difficoltà.
“Fare Impresa – ha concluso il Presidente – sarà la proposta rivolta a enti o aziende all’inizio del loro progetto o in fase di ristrutturazione, in grado quindi di attivare investimenti privati e nuovi posti di lavoro. La Banca erogherà quadruplicato il fondo di garanzia da 25 milioni di euro messo a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana”.
segue intervento del Card. Bagnasco
Presentazione de “Il Prestito della Speranza 3.0”
Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
“Con rispetto e forte convinzione, consapevoli del nostro dovere di Pastori, chiediamo ai responsabili della cosa pubblica di pensare al lavoro e all’occupazione prima di ogni altra cosa”. Con queste parole, abbiamo aperto la sessione del Consiglio Episcopale Permanente dello scorso gennaio.
La crisi economica perdura, anche se in sede europea vi sono segnali giudicati positivi e promettenti. Anche la notizia dell’approvazione da parte della Commissione Europea della Legge di stabilità è un segnale incoraggiante e, nel contempo, un monito per la concreta attuazione delle riforme.
Condividiamo la speranza di tutti, mentre tocchiamo con mano quotidianamente come il disagio continui a tormentare moltissime famiglie che, da tempo, non arrivano a fine mese. I nostri giovani e i meno giovani conoscono l’amara esperienza di sentirsi inutili e destabilizzati, perché privi di un’occupazione e di una prospettiva sicura. Molte nostre imprese – la cui vitalità è decisiva per restituire competitività al Paese – sono logorate su più fronti, quando non costrette alla resa.
Proprio in questi giorni le indagini pubblicate dall’ISTAT ci indicano che l’incidenza della povertà e una diseguaglianza nella distribuzione del reddito, sono indicatori significativi di un Paese in affanno, che fatica a interpretare la ripresa e, quindi, a costruire il suo domani.
Quando alla fine del 2009, all’inizio della crisi, lanciammo l’idea del Prestito della Speranza, progetto di microcredito sociale, volevamo costruire un “ponte” per le famiglie in difficoltà, che permettesse loro di superare la crisi. Dopo questi anni di esperienza sul campo, pur tra difficoltà, con 26 milioni di finanziamenti erogati a favore di 4.500 famiglie, il Prestito della Speranza rimane in Italia la più importante esperienza di microcredito con risorse private, a sostegno delle famiglie più deboli.
A livello territoriale, le Caritas Diocesane hanno individuato i destinatari dei prestiti, collaborando con altre associazioni di volontari nell’accompagnare e nell’assistere per una positiva valutazione delle domande di accesso al Prestito della Speranza.
Le principali regioni d’Italia che ne hanno usufruito sono state, in ordine di finanziamenti ottenuti, la Campania, la Puglia e la Lombardia.
Consapevoli delle problematiche affrontate e delle opportunità di bene ancora inespresse che le Caritas diocesane dal territorio ci segnalano, come Vescovi abbiamo ritenuto di dover rilanciare il Prestito della Speranza contemplando, insieme al credito sociale rivolto alle persone e alle famiglie, anche il finanziamento verso le microimprese o le nuove iniziative imprenditoriali capaci di creare opportunità d’investimento e nuovi posti di lavoro.
L’emergenza lavoro e la nuova occupazione rappresentano gli obiettivi veri del Prestito della Speranza che, con Intesa Sanpaolo per il biennio 2015-2016, auspichiamo di poter ottenere, erogando più credito e a tassi molto contenuti a famiglie e persone in temporanea difficoltà. “Fare Impresa” sarà la proposta rivolta a enti o aziende all’inizio del loro progetto o in fase di ristrutturazione, in grado quindi di attivare investimenti privati e nuovi posti di lavoro. La Banca erogherà quadruplicato il fondo di garanzia da 25 milioni di euro messo a disposizione dalla Conferenza Episcopale Italiana.
Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato e si impegneranno nel progetto, che intende manifestare anche in questo modo la vicinanza della Chiesa al tessuto più debole e insieme più prezioso delle comunità e del Paese.
seguono dati tecnici
COMUNICATO STAMPA
LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA INSIEME AD INTESA SANPAOLO PER LA TERZA FASE DEL “PRESTITO DELLA SPERANZA”
- Con 26 milioni di credito erogato a 4.500 famiglie, il Prestito della Speranza è la più importante esperienza italiana di microcredito con risorse private, a sostegno delle famiglie più deboli. La qualità dei crediti ha confermato con dati oggettivi la sostenibilità economica del progetto anche per il nostro Paese.
- A livello territoriale, le Caritas Diocesane sono state in grado di intercettare le necessità e di accompagnare i destinatari dei prestiti collaborando con VOBIS, associazione di ex bancari del Gruppo Intesa Sanpaolo, dedicati ad assistere e favorire la valutazione delle domande sul Prestito della Speranza.
- Dopo quattro anni di esperienza, la CEI, in esclusiva con Intesa Sanpaolo, primo gruppo bancario per numero di persone assistite e ammontare di credito erogato nelle prime due fasi del progetto, ha deciso di riproporre su larga scala il Prestito della Speranza 3.0.
- Confortati dai risultati ottenuti, l’obiettivo principale per il biennio 2015-2016 è quello di erogare più credito alle famiglie e persone in temporanea difficoltà, favorire il finanziamento di microimprese, generando quindi nuovi posti di lavoro. Quantitativamente, l’ammontare dei prestiti in precedenza erogati sarà quadruplicato fino a 100 milioni di euro, consolidando in modo definitivo il microcredito in Italia.
Roma, 26 febbraio 2015 – Dopo 4 anni di esperienza, si è conclusa la seconda fase del Prestito della Speranza, progetto nazionale di microcredito promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana per l’erogazione di finanziamenti destinati alle famiglie in stato di vulnerabilità economica e sociale e alle microimprese escluse dall’accesso al credito ordinario, con 26 milioni di euro erogati in 4.500 micro finanziamenti, dei quali il 47,5% concessi da Intesa Sanpaolo.
A partire dal 2 marzo 2015, attraverso la rete delle Caritas diocesane, il “Prestito della Speranza 3.0”,sarà riproposto su tutto il territorio nazionale nelle filiali specializzate del gruppo Intesa Sanpaolo. L'obiettivo è quello di erogare 100 milioni di finanziamenti garantiti da un fondo di 25 milioni costituito da risorse della CEI, provenienti dall’8x1000 e affidato a Banca Prossima, la banca del gruppo dedicata al no profit laico e religioso.
Il “Prestito della Speranza 3.0” si articolerà in due distinte forme di credito:
- “Credito sociale”, destinato alle famiglie disagiate, con un prestito di importo massimo di 7.500 euro erogato in 6 rate bimensili di € 1.250 ciascuna come forma di sostegno al reddito.
- “Credito fare impresa”, destinato alle microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova costituzione, con un prestito erogato in unica soluzione dell’importo massimo di € 25.000. Particolare attenzione verrà rivolta ai giovani under 40.
I tassi applicati, che si avvalgono del funding BCE (TLTRO) e della garanzia assicurata dalla CEI, sono fissi e pari al 2,50% per i prestiti erogati alle famiglie, con una rata mensile media indicativa di 138 euro e al 4,60% per le microimprese, con una rata/mese stimata in 468 euro. La durata del prestito è di complessivi 6 anni di cui 5 di ammortamento che decorre dopo 12 mesi dall’erogazione.
Queste tutte le novità del “Prestito della Speranza 3.0”:
- Allargamento dei Target di progetto: dal sostegno alle fasce più deboli della popolazione al finanziamento di microimprese per favorire la nuova imprenditorialità e la creazione di più posti di lavoro.
- Collaborazione esclusiva con Intesa Sanpaolo.
- Modifica/flessibilità del meccanismo di garanzia, con l’effetto di aumentare il moltiplicatore e quindi il rapporto tra il plafond disponibile e il fondo di garanzia;
- Potenziamento della rete di accesso al prestito: ai numerosi sportelli Caritas che hanno già operato nelle prime fasi del prestito si affiancano altri soggetti specializzati per categorie di potenziali interlocutori, nuove reti fiduciarie selezionate dalla CEI per intercettare più domande.
- Maggiore integrazione del processo di valutazione: la valutazione e selezione delle richieste di accesso al prestito verrà gestita in stretta sinergia tra gli uffici diocesani e l’associazione VOBIS;
- Sperimentazione di nuovi criteri di bancabilità: nell’ambito dell’accordo potranno essere attivate iniziative sperimentali su specifiche categorie di soggetti per ridefinire il perimetro di bancabilità;
Il Prestito della Speranza 3.0 non si rivolge soltanto a categorie fragili, rese oggi più vulnerabili dal contesto economico-sociale (over fifty espulsi dal sistema produttivo, nuovi italiani, genitori separati, coppie di lavoratori non stabilizzati) ma fissa due focus specifici, oggetto di iniziative dedicate: i progetti di vita e di autoimprenditorialità dei giovani e le imprese start up.
Per informazioni:
Intesa Sanpaolo -Ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e Culturali
06 67125297
CEI - Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali
06 66398296