L'Amore di Dio ci ha resi amici
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Dall'Antifona di Ingresso della S. Messa diella memoria di S. Edith Stein"Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici."
Lo straordinario dell'Amore di Dio per noi, è che la scelta di dare la vita per la nostra salvezza, per la salve
zza di ciascuno di noi,
ci ha avvicinati a sé... il Suo Amore ci ha reso amici.
Eravamo nemici per nostra volontà, il nostro peccato e la nostra debolezza
ed Egli con il suo Amore ci ha reso Amici.
Cioè prossimi al Suo Cuore. Perché così, dal Suo dono inenarrabile, dono che sorregge tutta la creazione, il tempo e lo spazio, potessimo ricevere tutta la pienezza della gioia.
ci ha avvicinati a sé... il Suo Amore ci ha reso amici.
Eravamo nemici per nostra volontà, il nostro peccato e la nostra debolezza
ed Egli con il suo Amore ci ha reso Amici.
Cioè prossimi al Suo Cuore. Perché così, dal Suo dono inenarrabile, dono che sorregge tutta la creazione, il tempo e lo spazio, potessimo ricevere tutta la pienezza della gioia.
La fede si rafforza donandola e donandosi
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Dal Vangelo della Festa della Trasfigurazione - Mc. 9,2-10 - "Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro."
†
Due sono i dinamismi che nascono dalla paura.
Uno sano che muove alla vigilanza e alla crescita ed un altro, frutto del peccato originale e dalla fragilità umana, che tende al "sedersi", ad "accontentarsi"; quel dinamismo che dice che è "bello stare sul monte con Gesù" ma in realtà non vuole seguire i passi del Signore, decisi e fermi, verso Gerusalemme.
Invece Gerusalemme è ineludibile per una sana crescita umana e cristiana.
Se infatti non si entra in un circuito di donazione e di dono, che può portare anche alla Croce, ma sempre nell'ottica della Resurrezione, tutto il bene che è in noi si indebolisce e ci "ingolfa" nella problematicità dell'esistenza e della carnalità che portiamo dentro.
La nostra vita non sboccia.
C'è il rischio che la spiritualità diventi spiritualismo, il che è una forma velata di "carnalità".
C'è il rishio che la conoscenza intellettuale diventi intellettualismo, gnosi, un narcisismo avvitato e solido.
C'è il rischio che la logica diventi assolutismo di coscienza erronea, un meccanismo di difesa compensativo che non si apre alla Grazia e al sacrificio del "figlio unico".
C'è il rischio che la devozione e la parte emotiva diventi tutto zucchero ed obnubilamento, una droga continua a valori di dipendenza all'eccesso di glicemia spirituale; pornografia.
C'è il rischio che il carisma diventi un "corintizzare" in cui ci si divora a vicenda per il carisma più grande che, da tempo, si è obnubilato dietro un ego ipertrofico.
C'è il rischio che le opere buone compiute diventino occasione di ladrocinio e si trasformino in Pelagianesimo e sotto-derivati.
Come ricordava il Beato Giovanni Paolo II "La fede si rafforza donandola".
"La missione, infatti, rinnova la chiesa, rinvigorisce la fede e l'identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola! La nuova evangelizzazione dei popoli cristiani troverà ispirazione e sostegno nell'impegno per la missione universale."
(San Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 2, Proemio)
L'annuncio della fede, la capacità di donarsi per la fede, la capacità di offrire il nostro corpo per il bene dei fratelli e l'amore del Padre è il reale compimento della Trasfigurazione.
Altrimenti "lo stare bene sul monte con Gesù" non è più anticpo e profezia, pausa necessaria e pregustazione, ma luogo in cui scegliamo di fare un'unica volontà rassicurante ma mortifera:
la nostra!
PiEffe
†
Due sono i dinamismi che nascono dalla paura.
Uno sano che muove alla vigilanza e alla crescita ed un altro, frutto del peccato originale e dalla fragilità umana, che tende al "sedersi", ad "accontentarsi"; quel dinamismo che dice che è "bello stare sul monte con Gesù" ma in realtà non vuole seguire i passi del Signore, decisi e fermi, verso Gerusalemme.
Invece Gerusalemme è ineludibile per una sana crescita umana e cristiana.
Se infatti non si entra in un circuito di donazione e di dono, che può portare anche alla Croce, ma sempre nell'ottica della Resurrezione, tutto il bene che è in noi si indebolisce e ci "ingolfa" nella problematicità dell'esistenza e della carnalità che portiamo dentro.
La nostra vita non sboccia.
C'è il rischio che la spiritualità diventi spiritualismo, il che è una forma velata di "carnalità".
C'è il rishio che la conoscenza intellettuale diventi intellettualismo, gnosi, un narcisismo avvitato e solido.
C'è il rischio che la logica diventi assolutismo di coscienza erronea, un meccanismo di difesa compensativo che non si apre alla Grazia e al sacrificio del "figlio unico".
C'è il rischio che la devozione e la parte emotiva diventi tutto zucchero ed obnubilamento, una droga continua a valori di dipendenza all'eccesso di glicemia spirituale; pornografia.
C'è il rischio che il carisma diventi un "corintizzare" in cui ci si divora a vicenda per il carisma più grande che, da tempo, si è obnubilato dietro un ego ipertrofico.
C'è il rischio che le opere buone compiute diventino occasione di ladrocinio e si trasformino in Pelagianesimo e sotto-derivati.
Come ricordava il Beato Giovanni Paolo II "La fede si rafforza donandola".
"La missione, infatti, rinnova la chiesa, rinvigorisce la fede e l'identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola! La nuova evangelizzazione dei popoli cristiani troverà ispirazione e sostegno nell'impegno per la missione universale."
(San Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 2, Proemio)
L'annuncio della fede, la capacità di donarsi per la fede, la capacità di offrire il nostro corpo per il bene dei fratelli e l'amore del Padre è il reale compimento della Trasfigurazione.
Altrimenti "lo stare bene sul monte con Gesù" non è più anticpo e profezia, pausa necessaria e pregustazione, ma luogo in cui scegliamo di fare un'unica volontà rassicurante ma mortifera:
la nostra!
PiEffe
La Provvidenza delude e supera le nostre aspettative
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Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «È il pane che il Signore vi h
a dato in cibo».
Anche noi diciamo "man-hu", "che cos'è", quando Dio provvede a noi nei modi e nelle forme che non ci aspettavamo. Ed è bene che Lui "deluda" le nostre attese pur senza privarci del "pane della provvidenza", qualunque esso sia. Infatti il nostro cuore ha bisogno di educarsi alla scuola della Sapienza e non a quella delle personali e piccine vedute di orizzonte e talvolta delle nostre isterie.
Quanto è difficile ma quanto è bello e compiuto (e realmente adulto) arrendersi veramente all'Amore del Padre.
Qui è la lode perfetta.
Anche noi diciamo "man-hu", "che cos'è", quando Dio provvede a noi nei modi e nelle forme che non ci aspettavamo. Ed è bene che Lui "deluda" le nostre attese pur senza privarci del "pane della provvidenza", qualunque esso sia. Infatti il nostro cuore ha bisogno di educarsi alla scuola della Sapienza e non a quella delle personali e piccine vedute di orizzonte e talvolta delle nostre isterie.
Quanto è difficile ma quanto è bello e compiuto (e realmente adulto) arrendersi veramente all'Amore del Padre.
Qui è la lode perfetta.
Chi sarà politicamente corretto non entrerà nel Regno di Dio
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Dal Vangelo del giorno: Mt 14,1-12 - "Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione." - Accade a volte che la mentalità comune e ciò che è politicamente corretto, talvolta "democraticamente" sostenuto, si scontri con il volere di Dio e la Sapienza divina. In quel momento si vede se siamo discepoli di Gesù o adoratori del vitello d'oro che ci siamo costruiti e a cui realmente, spesso, diamo il nostro Sì invece che darlo al Padre. Ogni giorno è occasione provvidenziale per rafforzare il nostro Si al Padre. Lo Spirito ci rafforzi e smuova le nostre accidie.
Il cuore va educato
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Dal salmo del giorno 118 "Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi. "
Perché il salmista dice "con tutto il cuore ti cerco" e successivamente, "non lasciarmi deviare dai tuoi comandi"?
Perché talvolta nei salmi si fa un'affermazione di fede e poi si cerca la conferma di questa affermazione con una preghiera al Signore?
Perché l'uomo della Bibbia, perfettamente realista, sa bene che il suo cuore è ferito e che le intenzioni, pur sincere, possono differire da una prassi concreta.
Anzi prima ancora da una volontà ferma e sincera.
Il salmista sa bene che il suo cuore può non essere autentico, non tanto per desiderio quanto per struttura. Il salmista sa di essere ferito e di essere ambiguo.
L'uomo della Bibbia non fugge da se stesso con meccanismi compensatori del senso di colpa come il perfezionismo, il legalismo o dall'altra parte il "progressismo" ma vive in una perpetua conversione chiedendo incessantemente l'aiuto al Padre.
Sa bene che la disciplina e le regole sono dentro la grazia stessa.
Egli si fa guerra e violenza non per disprezzarsi ma per amarsi e amare di più; anzi.. per arrendersi finalmente all'Amore.
In Esso vuole bruciare tutte le resistenze del cuore, tutte le debolezze, tutti i disordini e le superbie del profondo. Non desidera essere perfetto umanamente secondo i suoi criteri ma secondo la volontà di Cristo.
E' discepolo. E' a scuola dallo Spirito Santo. Sempre.
E se per ruolo e provvidenza è maestro, in realtà è sempre discepolo ai piedi di Cristo.
Qui pone il suo cuore perché sia educato, formato, ricostruito, purificato, disciplinato, modellato.
Non fa "fotografie" di sé perché il nome gli viene dato da chi lo ha amato da sempre prima che fosse tessuto nel "seno di sua madre".
Viene chiamato per nome da quella voce soave che tutto governa e tutto crea con bellezza inenarrabile e con gioia danzante.