Chi sarà politicamente corretto non entrerà nel Regno di Dio
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Dal Vangelo del giorno: Mt 14,1-12 - "Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione." - Accade a volte che la mentalità comune e ciò che è politicamente corretto, talvolta "democraticamente" sostenuto, si scontri con il volere di Dio e la Sapienza divina. In quel momento si vede se siamo discepoli di Gesù o adoratori del vitello d'oro che ci siamo costruiti e a cui realmente, spesso, diamo il nostro Sì invece che darlo al Padre. Ogni giorno è occasione provvidenziale per rafforzare il nostro Si al Padre. Lo Spirito ci rafforzi e smuova le nostre accidie.
Il cuore va educato
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Dal salmo del giorno 118 "Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi. "
Perché il salmista dice "con tutto il cuore ti cerco" e successivamente, "non lasciarmi deviare dai tuoi comandi"?
Perché talvolta nei salmi si fa un'affermazione di fede e poi si cerca la conferma di questa affermazione con una preghiera al Signore?
Perché l'uomo della Bibbia, perfettamente realista, sa bene che il suo cuore è ferito e che le intenzioni, pur sincere, possono differire da una prassi concreta.
Anzi prima ancora da una volontà ferma e sincera.
Il salmista sa bene che il suo cuore può non essere autentico, non tanto per desiderio quanto per struttura. Il salmista sa di essere ferito e di essere ambiguo.
L'uomo della Bibbia non fugge da se stesso con meccanismi compensatori del senso di colpa come il perfezionismo, il legalismo o dall'altra parte il "progressismo" ma vive in una perpetua conversione chiedendo incessantemente l'aiuto al Padre.
Sa bene che la disciplina e le regole sono dentro la grazia stessa.
Egli si fa guerra e violenza non per disprezzarsi ma per amarsi e amare di più; anzi.. per arrendersi finalmente all'Amore.
In Esso vuole bruciare tutte le resistenze del cuore, tutte le debolezze, tutti i disordini e le superbie del profondo. Non desidera essere perfetto umanamente secondo i suoi criteri ma secondo la volontà di Cristo.
E' discepolo. E' a scuola dallo Spirito Santo. Sempre.
E se per ruolo e provvidenza è maestro, in realtà è sempre discepolo ai piedi di Cristo.
Qui pone il suo cuore perché sia educato, formato, ricostruito, purificato, disciplinato, modellato.
Non fa "fotografie" di sé perché il nome gli viene dato da chi lo ha amato da sempre prima che fosse tessuto nel "seno di sua madre".
Viene chiamato per nome da quella voce soave che tutto governa e tutto crea con bellezza inenarrabile e con gioia danzante.
Dall'ipocrisia a larghe vedute
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Dal Vangelo del giornoVangelo secondo Matteo 7,1-5
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Intervista a monsignor Valentino Miserachs Grau
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Monsignor Miserachs, di Sant Martí Sesgueioles, piccolo paese della diocesi di Vic, poco distante da Barcellona, è preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra dal 1995. Pellegrino a San Giovanni Rotondo in occasione del festival musicale "Alma Mater" (organizzato dal m° Christian Grifa), mons. Grau racconta il suo speciale rapporto con il Santo di Piertrelcina Padre Pio.
La paralisi che non si vede
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Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?(Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 2,1-12 della Domenica VII del Tempo Ordinario - Anno B)
Una paralisi che non si vede, il peccato, ma che invalida tutta la capacità dell'uomo di scegliere bene, usare bene la ragione, fare scelte sapienti, essere temperante nei propri passi.
Più si pecca e più ci si struttura nell'errore.