Petrarca e i segreti del monte Athos
- Details
- Hits: 2183
La scalata al monte, l'ascesi come fisico viaggio verso l'alto sono ormai luoghi eccellenti della letteratura: basta riandare all'Ascesa al monte Ventoso di Petrarca, dove si assiste al riconoscimento della illusorietà delle passioni, proprio grazie all'ebbrezza della vicinanza al cielo; o alla lettura del passo agostiniano in cui proprio di altitudini si parla, "E vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti". Tale amore per la durezza ascetica - non solo fisica - non è cessato, e La montagna di Dio di Armando Santarelli (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009, pagine 149, euro 14) ne è la prova.
Il cattolico Santarelli ascende in una sorta di prova iniziatica alle durezze dell'ortodosso Athos per conoscere gli altri monti e le altre valli, direbbe Ariosto, della religiosità, e per accettare il confronto che ne scaturisce. Cosa spinge medici, insegnanti, operai, contadini a lasciare il mondo per chiudersi nell'Àgion Òros, tra digiuni e veglie spossanti? Questo si chiede in realtà Santarelli e questo va in fondo a chiedere. "Che facevi prima di venire qui? - L'ingegnere - E poi? - Progettavo cose belle, importanti, ma solo per gente ricca. A loro volevo piacere, a quel mondo. Poi, però, mi sono accorto che non piacevo più a me stesso. Il Signore mi aveva dato il primo avvertimento. Poi mi ha chiamato per sempre" dice Sergej, monaco ad Aghiou Panteleimonos.