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La Chiesa “non è un dato sociologico, ma un ‘mistero’, e il termine non indica – come potrebbe essere inteso – qualcosa di oscuro e incomprensibile” ma “esprime una realtà che potremmo dire ‘intrecciata’, perché s’incontrano e camminano insieme Dio e l’uomo, Gesù Cristo e l’umanità”. Lo ha ricordato ieri il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo metropolita di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), nel corso dell’omelia per la festa di San Francesco di Sales celebrata nella sede Rai del Teatro delle Vittorie a Roma. È impossibile “leggere la Chiesa come una semplice struttura umana” perché “essa risponde anzitutto ad altri parametri, ben più profondi, che sono quelli della fede” e “fuori da questo sguardo, si coglie solo qualche aspetto esterno della Chiesa, ma sfugge il cuore che ci permette di interpretare anche le membra”. Il “cuore del Cristianesimo”, ha sottolineato il card. Bagnasco, “è la gioia” dal momento che “Dio non è geloso delle sue creature, e non nega la vita” ma “al contrario, la fede è amica dell’uomo, della sua libertà, della ragione, dell’amore” ed “insegna la via della gioia”. Se il Vangelo “non fosse in grado di illuminare e ispirare i comportamenti”, si è domandato l’arcivescovo, “quale verità potrebbe vantare per sé?”.
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